La casa per Ferie Fillide con annesso il Centro di Educazione Ambientale omonimo, è la struttura ideale per il soggiorno di gruppi organizzati. Suddivisa in 4 piani all'interno di un antico palazzo nel centro storico di Amandola, la struttura dispone di 9 ampie camere tutte con bagno interno, la cui disposizione può variare da 4 a 7 posti letto a seconda delle necessità del gruppo. Gli ospiti disporranno di sala video, sala lettura e biblioteca tematica, potranno inoltre godere dell'ottima cucina casareccia in due confortevoli sale ristorante. La nostra cucina rispecchia la tradizione culinaria locale e marchigiana proponendo piatti come le fregnacce, i vincisgrassi, olive all'ascolana, cinghiale, abbacchio e altre pietanze a base di funghi e tartufo. Tutto il territorio dei Sibillini è ricco di aziende agricole dove è possibile reperire prodotti di qualità a km0 che utilizziamo nella preparazione dei nostri piatti.
Soggiornando si può godere della splendida vista della catena montuosa dei Sibillini, ci si trova in un'ottima posizione per dare via ad escursioni verso i monti ed i siti di maggiore interesse turistico come il Lago di Pilato, le Gole dell'Infernaccio o la vetta della Sibilla.
La Casa per Ferie Fillide è una struttura come poche nelle Marche, che propone un tipo di turismo sostenibile, rivolto a tutti coloro che intendono vivere e conoscere il nostro territorio in maniera sensibile e rispettosa. Accettiamo animali docili e di piccola taglia.

Convenzionata con la Legambiente Nazionale.
Riconosciuta come struttura di qualità dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini.


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"GIRONZOLANDO TRA COLLINE E MONTAGNE", "AL LAGO DI PILATO PER SCOPRIRNE I SEGRETI", "UN TRATTO DI PESCA PER IL NO KILL", "LE NOSTRE ORCHIDEE", "CORSO MACRO SUI SIBILLINI", "NON E' ORTICA MA CARTA".

Ristorazione per gli interni Rete Wi-Fi Gratis I vostri amici animali sono bene accetti

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(invia il documento compilato all'indirizzo email fillide@montisibillini.it, o per fax al num 0736/847294)













Ancora oggi, tra gli abitanti di Amandola, si racconta una leggenda.

La storia di Fillide, figlia di Licurgo, re di Sparta. Giovanissima era andata in sposa al bel Demofonte, che a pochi giorni dalle nozze partù insieme ad altri giovani greci per la guerra di Troia. Trascorsero molti giorni dalla fine della sanguinosa guerra, e Demofonte non aveva ancora fatto rientro a casa. A Fillide giunse la notizia che il suo amato, invaghitosi di un'altra donna, non sarebbe più tornato da lei. La giovane sentendosi tradita, partì dalla Grecia e dopo molti giorni di viaggio, giunse sui Monti Sibillini precisamente in cima a Castel Leone, l'attuale Amandola. Qui si disperò dal pianto fino a che il suo corpo si trasformò in un mandorlo spoglio e arido.

Demofonte nel frattempo, dopo una lunga prigionia, fece ritorno a casa ansioso di abbracciare la sua adorata, ma il re gli disse: "le voci maligne di brutte megere hanno portato la mia figliola lontano, nelle terre di Enea?". Saputa la verità partì alla sua ricerca e arrivò sui nostri monti dove un pastore gli raccontò la storia di una giovane, bellissima donna giunta in quel paese da terre lontane che morì di pene d'amore. Egli continuò dicendo che vicino ad una fonte nella parte alta del paese di Amandola il corpo della ragazza si trasformò, mise radici e rami e divenne un grande mandorlo ma senza moglie ne fiori. L'uomo capì che la donna di cui parlava il pastore era la sua sposa, non gli restava quindi che cercarla nella sua nuova forma. Demofonte la cercò affannosamente e quando giunse sul colle più alto del paese vide il grande mandorlo spoglio. Come si avvicinò sentì subito la presenza dell'amata e non gli restò che abbracciarla, abbracciò il tronco e le sue lacrime lo bagnarono, come per miracolo l'albero si riempì di bellissimi fiori bianchi, nonostante non fosse ancora tempo di fioritura.